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sabato, 25 luglio 2009

sulle rive dell'A14

sulle rive dell
mercoledì, 17 giugno 2009

gardner & sunset - edward ruscha

Gardner & Sunset Edward Ruscha

...
She'll lead you down a path
There'll be tenderness in the air
She'll let you come just far enough
So you know she's really there
She'll look at you and smile
And her eyes will say
She's got a secret garden
Where everything you want
Where everything you need
Will always stay
A million miles away
lunedì, 01 giugno 2009

Lavorare, lavorare, preferisco il rumore del mare

lavorare, lavorare, lavorare, preferisco il rumore del mare
dal sito san benedetto del tronto :

...Così Ugo Nespolo descrive l'opera (oltre sette metri di acciaio colorato) collocata all'inizio del meraviglioso lungomare della città, una parafrasi di una famosa poesia di Dino Campana:
''Il lavoro nobilita l'uomo, ma quando il lavoro diventa lavoro & lavoro & lavoro, l'uomo viene schiacciato. E non sempre dal bisogno, ma spesso dall'avidità, dall'invidia, dal desiderio, da finte necessità che ci fanno trascurare i doni più belli che gratuitamente ci circondano. Il mare, così, vuole significare tutto ciò che di grande e generoso ci circonda ed è un invito per tutti a non dimenticare i doni di Dio che in ogni istante ci vengono offerti''.

martedì, 26 maggio 2009

sfollata - 03

Real Estate Opportunities from Book Covers Edward Ruscha (American, born 1937)


Ore ed ore inoperose producono giorni misteriosi e notti imperscrutabili. Un intervallo di attesa che cresce lentamente come le talee di geranio che ho conficcato nell’aiuola di questo pianeta. Tutte le mattine mi infiltro sul retro tra i camerieri giocosi e raccolgo l’acqua che fa miracoli. Mi realizzerà un nuovo eden dove sistemerò la mia prossima felicità. Chissà.

postato da: inscialla alle ore 11:21 | link | commenti (2)
categorie: figurine, terremoto, first life, sfollata
sabato, 23 maggio 2009

sfollata 02

The "E" Drawing  - Edward Ruscha (American, born 1937)


Pedalo senza fretta lungo il molo sud. Come l’argento, anche il cemento riflette tutto il blu profuso nell’aria e nell’acqua. Incessanti le onde salgono e scendono un odore aspro e poi dolce. Respiro profondo, inspiro lunghe memorie e poche parole che mi martellano. È un incanto il vento rosa del tramonto. Parcheggio la bici e siedo i miei pensieri su una panchina decorata dall’amore degli adolescenti dei giorni già andati. Non so più sognare e se chiudo gli occhi mi manca tutto quel niente che avevamo messo insieme.

postato da: inscialla alle ore 02:11 | link | commenti
categorie: figurine, terremoto, first life, sfollata
venerdì, 08 maggio 2009

sfollata - 01



Non sento più niente. La paura ha otturato tutti i pori della mia pelle. Mi ha sigillato dentro questo corpo rimasto illeso. Difficile introdurre cibo, difficile espellerlo. Gli occhi continuano a raccogliere immagini che si dissolvono in pochi attimi come fa la neve che cade su una strada bagnata. Le orecchie mietono suoni, ma non significati. Le dita mi obbediscono quando gli chiedo di fare il bucato e poi si rifiutano di eseguire una carezza. I lillà e le rose profumano inutilmente. Ho lasciato la città per la riva del mare ed aspetto paziente che un altro boato mi restituisca almeno il dolore.

postato da: inscialla alle ore 11:37 | link | commenti (2)
categorie: figurine, terremoto, first life, immota manet
mercoledì, 25 marzo 2009

la donna dipinta

Women In Art from Philip Scott Johnson on Vimeo.

500 Years of Female Portraits in Western Art

Music: Bach's Sarabande from Suite for Solo Cello No. 1 in G Major, BWV 1007 performed by Yo-Yo Ma

Nominated as Most Creative Video
2007 YouTube Awards

postato da: inscialla alle ore 01:57 | link | commenti
categorie: vedo, figurine, il filo
martedì, 27 gennaio 2009

lonely bird - skinnylaminx

da skinnylaminx - www.flickr.com
da skinnylaminx

il testo della canzone da stampare e mettere in tasca lo trovi qui
postato da: inscialla alle ore 19:35 | link | commenti
categorie: figurine, il filo, canzone da stampare e mettere in
lunedì, 26 gennaio 2009

The Paradise Destroyed by the Straight Line - Hundertwasser

da XIE WANG-ZI
by  XIE WANG-ZI

The following Hundertwasser quote sums up many of his views:
  • An ecologist without a conscience is doomed to failure, and the same is true of an artist who does not bow to the laws of nature.
  • The world has not improved. The dangers felt have turned into reality.
  • Nevertheless, today, although nothing has been done, my longstanding warnings are at last being taken seriously.
  • Yet there are still no lawns on the roofs, no tree-tenants, no plant-driven water purification plants, no humus toilets, no rights to windows, no duties to the trees. The essential reafforestation of the town has not come about.
  • What we lack is a peace treaty with nature.
  • We must restore to nature the territories we have unlawfully taken from it. Everything horizontal under the sky belongs to nature. Everything touched by the rays of the sun, everywhere where the rain falls is nature's sacred and inviolable property. We men are merely nature's guests.
  • In 1952 I spoke of the civilization of make-believe, the one we must shake off, myself, the the first of all! I spoke of columns of gray men on the march toward sterility and self-destruction.
  • The same year I used the term "transautomation" to show the way beyond the rationalism of technocrats toward a new creation in harmony with the laws of nature.
  • In 1953 I realized that the straight line leads to the downfall of mankind.
  • But the straight line has become an absolute tyranny.
  • The straight line is something cowardly drawn with a rule, without thought or feeling; it is a line which does not exist in nature.
  • And that the line is the rotten foundation of our doomed civilization.
  • Even if there are certain places where it is recognized that this line is rapidly leading to perdition, its course continues to be plotted.
  • The straight line is the only sterile line, the only line which does not suit man as the image of God.
  • The straight line is the forbidden fruit.
  • The straight line is the curse of our civilization.
  • Any design undertaken with the straight line will be stillborn. Today we are witnessing the triumph of rationalist knowhow and yet, at the same time, we find ourselves confronted with emptiness. An aesthetic void, desert of uniformity, criminal sterility, loss of creative power.
  • Even creativity is prefabricated.
  • We have become impotent. We are no longer able to create. That is our real illiteracy

da: "Hundertwasser Wohnen in den Wiesen"
Art, Architecture and Heritage in Bad Soden, Germany. A hypermedia resource
by Dirk H.R. Spennemann
postato da: inscialla alle ore 19:47 | link | commenti
categorie: figurine, il filo
mercoledì, 21 gennaio 2009

thinking visually - darmano

postato da: inscialla alle ore 15:53 | link | commenti
categorie: leggo, esplorazioni, figurine
lunedì, 19 gennaio 2009

ile des désirs perdus - hundertwasser

Ile des désirs perdus - 1975 Aquarelle,tempera d'œuf, acétate de polyvinyl, huile, laque, papier d'argent sur agloméré apprêté à la craie et à l'acétate de polyvinil 59 x 48 cm.

« Je n'ai pas réalisé mes rêves d'enfant, mais j'ai essayé de rêver pour beaucoup de gens ». Friedensreich Hundertwasser
postato da: inscialla alle ore 20:01 | link | commenti
categorie: figurine, il filo, first life
venerdì, 16 gennaio 2009

untitled - keith haring - 1984

Untitled, 1984 Acrylic on Canvas 60 x 60 inches 152 x 152 cm
postato da: inscialla alle ore 17:11 | link | commenti
categorie: figurine, il filo, first life
giovedì, 15 gennaio 2009

tangram

postato da: inscialla alle ore 14:51 | link | commenti
categorie: figurine, il filo
martedì, 13 gennaio 2009

les ecoliers curieux - robert doisneau

 Les Ecoliers Curieux - Robert Doisneau

«Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere. »
Robert Doisneau

postato da: inscialla alle ore 09:35 | link | commenti
categorie: figurine, il filo
lunedì, 12 gennaio 2009

grande mela anni ottanta

Keith Haring, Senza titolo (1988), collezione privata.

da: Diari - Haring Keith - 2001 Amadasi G.; Picco G. Mondadori  (collana Piccola biblioteca oscar)
LA VITA. Se cerco di modellare la mia vita su quella di qualcun altro, finisco per sprecarla riproducendo le cose per puro e vacuo spirito di accettazione. Ma se vivo la vita a modo mio e faccio in modo che gli altri artisti mi influenzino solo come riferimenti esterni o come punti di partenza, posso costruire una consapevolezza ancora maggiore invece di restarmene qui inattivo. Se sarò in grado di capire questo e di metterlo in pratica mi sarà d'aiuto, ma ho di nuovo paura... Vorrei soltanto essere più sicuro di me e cercare di scordare tutti i miei stupidi preconcetti e le idee sbagliate e limitarmi a vivere. Semplicemente vivere. Finché non morirò. (29 aprile 1977)

BAMBINI. Un giorno mi piacerebbe fare un libro fotografico con immagini di me insieme a bambini di tutto il mondo... I bambini sanno qualcosa che la maggior parte della gente ha dimenticato. I bambini subiscono una fascinazione per la loro esperienza quotidiana che è molto speciale e che sarebbe di grande aiuto agli adulti se potessero imparare a capirla e a rispettarla. Adesso ho 28 anni esternamente e quasi 12 internamente. Voglio restare sempre un dodicenne, dentro. (7 luglio 1986)
postato da: inscialla alle ore 12:37 | link | commenti
categorie: figurine, il filo

Hokusai  (1760-1849)  Size: Oban  Date: 1804
postato da: inscialla alle ore 10:18 | link | commenti
categorie: figurine, il filo
domenica, 11 gennaio 2009

untitled - keith haring

untitled - keith haring
postato da: inscialla alle ore 21:22 | link | commenti
categorie: figurine, il filo, canzone da stampare e mettere in
venerdì, 09 gennaio 2009

il controdolore - aldo palazzeschi


by Roby Ferrari
...

CONCLUSIONI


Noi futuristi vogliamo guarire le razze latine, e specialmente la nostra, dal dolore cosciente, lue passatista aggravata dal romanticismo cronico, dall'affettività mostruosa e dal sentimentalismo pietoso che deprimono ogni italiano. Vogliamo perciò sistematicamente:

1. Distruggere il fantasma romantico ossessionante e doloroso delle cose dette gravi, estraendone e sviluppandone il ridicolo, col sussidio delle scienze, delle arti, della scuola.
2. Combattere il dolore fisico e morale con la loro stessa parodia. Insegnare ai bambini la massima varietà di sberleffi, di boccacce, di gemiti, lagni, strilli, per preservarli dagli abituali pianti.
3. Svalutare tutti i dolori possibili, penetrandoli, guardandoli da ogni lato, anatomizzandoli freddamente.
4. Invece di fermarsi nel buio del dolore, attraversarlo con slancio, per entrare nella luce della risata.
5. Crearsi fino da giovani il desiderio della vecchiaia, per non essere prima turbati dal fantasma di essa, poi da quello di una giovinezza che non potemmo godere. Sapersi creare la sensazione di tutti i possibili mali fisici e morali nell'ora di maggior salute e di serenità della nostra vita.
6. Sostituire l'uso dei profumi con quello dei puzzi. Fate invadere un salone da ballo da un odore fresco di rose e voi lo cullerete in un vano passeggero sorriso, fatelo invadere da quello più profondo della merda (profondità umana stupidamente misconosciuta) e voi lo farete agitare nell'ilarità, nella gioia. Voi prendete ai fiori le loro cime, i loro petali: siete dei superficiali; essi vi domandano quello che ci avete in fondo al vostro corpo di più intimo, di più maturo per la loro felicità: sono più profondi di voi.
7. Trarre dai contorcimenti e dai contrasti del dolore gli elementi della nuova risata.
8. Trasformare gli ospedali in ritrovi divertenti, mediante five o' clock thea esilarantissimi, café-chantants, clowns Imporre agli ammalati delle fogge comiche, truccarli come attori, per suscitare fra loro una continua gaiezza. I visitatori non potranno entrare nei palchetti delle corsie se non dopo esser passati per un apposito istituto di laidezza e di schifo, nel quale si orneranno di enormi nasi foruncolosi, di finte bende, ecc. ecc.
9. Trasformare i funerali in cortei mascherati, predisposti e guidati da un umorista che sappia sfruttare tutto il grottesco del dolore. Modernizzare e rendere comfortables i cimiteri mediante buvettes, bars, skating, montagne russe, bagni turchi, palestre. Organizzare scampagnate diurne e bals masqués notturni nei cimiteri.
10. Non ridere nel vedere uno che ride (plagio inutile), ma saper ridere nel veder uno che piange. Istituire società ricreative nelle stanze mortuarie, dettare epitaffi a base di bisticci, calembours e doppi sensi. Sviluppare perciò quell'istinto utile e sano che ci fa ridere di un uomo che cade per terra e lasciarlo rialzare da sé comunicandogli la nostra allegria.
11. Trarre tutto un nuovo comico fecondo da una mescolanza di terremoti, naufragi, incendi, ecc.
12. Trasformare i manicomi in scuole di perfezionamento per le nuove generazioni.
postato da: inscialla alle ore 14:16 | link | commenti
categorie: leggo, figurine, il filo, canzone da stampare e mettere in
mercoledì, 07 gennaio 2009

'o miracolo - delfo

by Delfo

il testo della canzone da stampare e mettere in tasca
postato da: inscialla alle ore 12:40 | link | commenti
categorie: figurine, canzone da stampare e mettere in

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