La GrandeAzienda mi sputò fuori come fossi il nòcciolo dell’oliva del suo martini. Non avevo mai visto la mailbox vuota e muta, senza neanche un trillo di promemoria. I miei file, incanutiti di colpo, restarono immobili, stupefatti dentro quelle cartelle gialle, strangolati con il laccio dei progetti andati. All’inizio ero disperata, poi depressa, poi solo disorientata. Cominciai ad aprire finestre a caso che mi chiedevano di ritagliare il mio profilo. Sembrava un gioco innocuo ed ho tirato fuori un foglio nero e le forbici. Sottile e libera
silhouette, oggi scrivo un cocktail di cento parole e lo offro alla GrandeAzienda.
01 - cento parole