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I am a |
Ore ed ore inoperose producono giorni misteriosi e notti imperscrutabili. Un intervallo di attesa che cresce lentamente come le talee di geranio che ho conficcato nell’aiuola di questo pianeta. Tutte le mattine mi infiltro sul retro tra i camerieri giocosi e raccolgo l’acqua che fa miracoli. Mi realizzerà un nuovo eden dove sistemerò la mia prossima felicità. Chissà.
Pedalo senza fretta lungo il molo sud. Come l’argento, anche il cemento riflette tutto il blu profuso nell’aria e nell’acqua. Incessanti le onde salgono e scendono un odore aspro e poi dolce. Respiro profondo, inspiro lunghe memorie e poche parole che mi martellano. È un incanto il vento rosa del tramonto. Parcheggio la bici e siedo i miei pensieri su una panchina decorata dall’amore degli adolescenti dei giorni già andati. Non so più sognare e se chiudo gli occhi mi manca tutto quel niente che avevamo messo insieme.
da Fahrenheit - radio tre
Si chiama UniLiber. Consiste nel fornire agli studenti universitari dell'Aquila i libri di testo necessari a sostenere gli esami che sono andati perduti nel terremoto del 6 aprile. Volete dare loro una mano? Avete un volume compreso in questa lista? Se lo avete speditelo a UniLiber, via Saragat 7, presso il CPO (Centro Postale Operativo), 67100 L'Aquila. L'elenco verra' periodocamente aggiornato. Un modo concreto per contribuire alla ricostruzione del tessuto sociale nelle zone colpite dal sisma. UniLiber e' una iniziativa promossa da Fahrenheit e dal Consiglio Studentesco dell'Università dell'Aquila, in collaborazione con il CNGEI (Corpo Nazionale giovani esploratori italiani) e la Protezione Civile.
Grazie a tutti quelli che hanno partecipato all' iniziativa e a quelli che vorranno partecipare nei prossimi giorni.

Non sento più niente. La paura ha otturato tutti i pori della mia pelle. Mi ha sigillato dentro questo corpo rimasto illeso. Difficile introdurre cibo, difficile espellerlo. Gli occhi continuano a raccogliere immagini che si dissolvono in pochi attimi come fa la neve che cade su una strada bagnata. Le orecchie mietono suoni, ma non significati. Le dita mi obbediscono quando gli chiedo di fare il bucato e poi si rifiutano di eseguire una carezza. I lillà e le rose profumano inutilmente. Ho lasciato la città per la riva del mare ed aspetto paziente che un altro boato mi restituisca almeno il dolore.
