|
I am a |

Anima mia, ti parlo da qui perché diversamente non saprei.
Si avvicina la fine di un’altra era della mia vita e tra otto giorni il giardino senza parole svanirà. Neanche i potenti motori che vado comprando ne troveranno più traccia. Si unirà alla giungla.
Da questa finestra ho osservato per due anni come si nutre e come cresce un sogno. Ho fissato in un acquerello giorno dopo giorno i progressi e gli errori, le distrazioni e le cure. Non ho compreso tutto, ma ho intuito molto. Le prossime rose che capiteranno sotto le mie mani soffriranno meno la mia inesperienza e godranno del mio accresciuto rispetto per la terra.
Ora posso andare altrove. Ho imparato la preghiera.
Alleluia.
Con dieci o undici stelle nel cielo si può partire per nuove esplorazioni. Il bagaglio è sempre preferibile leggero.
Sul muro di cinta, prima di partire, volevo scrivere l’ultimo abbraccio impossibile. Rimaneva un secchio di vernice blu.
